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Incontri con lo squalo balena: codice di comportamento

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Lo qualo balena è uno dei tanti meravigliosi abitanti dei mari che è possibile incontrare andando a zonzo per il continente blu. L’emozione può essere talmente incontenibile che, talvolta, ci dimentichiamo di essere solo ospiti in un ambiente selvatico e ci precipitiamo ad accarezzare, solleticare o dare cibo a qualsiasi animale passi nelle nostre vicinanze, se non addirittura ad aggrapparci e farci trainare.

Questo accade specialmente quando si incontra animali grandi, lenti ed inoffensivi, come lo squalo balena, che ci inducono a credere che non sia poi così grave toccarli o far loro trasportare il nostro leggiadro peso. Ma non è proprio così.

Anche se capiamo che l’entusiasmo, in quei momenti, sia incontenibile, è sempre meglio non toccare gli animali selvatici, per rispetto nei loro confronti. Il contatto, infatti, al di là del semplice fastidio che potrebbe suscitare negli animali, potrebbe trasmettere loro batteri ed altri agenti patogeni, asportargli lo strato protettivo superficiale nonché spaventarli ed innervosirli.

Codice di comportamento con lo squalo balena

Questo “vizietto” del toccare è così diffuso che la “Società per la Conservazione degli Squali Balena” delle Seychelles ha redatto un Codice di comportamento da adottare in caso di incontri con lo squalo balena. Il Codice è indirizzato sia alle guide subacquee che ai conducenti dei natanti ed a tutti i loro clienti, per rendere il subacqueo responsabile nelle proprie interazioni con le forme di vita selvatica.

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Il Codice è stato approvato dal Governo delle Seychelles, ed è basato su dati provenienti da vari esperti che da molti anni registrano incontri con lo squalo balena. Il suo obiettivo è quello di consentire ai subacquei un’esperienza gratificante, divertente e, allo stesso tempo, di evitare disturbo o danni agli animali. Funziona un po’ come il galateo per la società umana, che ci aiuta a vivere rapporti sociali civili e basati sul rispetto reciproco.

Regole per i sub

Ecco quali sono, dunque, le regole che i subacquei, e non solo, devono seguire durante gli incontri con lo squalo balena.

  • nuotare solo di fianco o dietro all’animale, mai davanti;
  • mantenersi sempre ad una distanza di 3 metri dalla porzione anteriore dell’animale, a 4 metri dalla porzione posteriore e caudale;
  • fare foto senza usare il flash;
  • non toccare o cavalcare l’animale per nessun motivo ed in nessun modo. Tanto meno limitarne i movimenti;
  • non utilizzare veicoli di propulsione subacquea;
  • sono consentite un massimo di 8 persone alla volta in acqua.

Regole per le barche

  • quando un vascello entra nella “zona di contatto” di uno squalo balena, ovvero se si trova a meno di 200 metri dall’animale, deve issare una bandiera speciale. In questo caso nessun altro vascello deve avvicinarsi alla zona di contatto;
  • il vascello che è entro la zona di contatto dell’animale deve mantenere una distanza da questo di 10 metri o più;
  • il vascello che è entro la zona di contatto deve mantenere una velocità inferiore agli 8 nodi se si trova ad una distanza maggiore di 50 metri, mentre deve ridurre la velocità a 2 nodi se si avvicina a meno di 50 metri dall’animale;
  • il tempo di “contatto” non deve eccedere la mezz’ora, soprattutto se ci sono altri vascelli in attesa di accostarsi;
  • il vascello deve avvicinarsi all’animale dalla parte della testa o di fianco, non da dietro. Non deve quindi inseguire l’animale;
  • il conduttore del vascello deve registrare i dati dell’approccio per comunicarli alle Autorità.

La speranza è che queste norme possano stimolare una cultura dell’eco-turismo basato su questa splendida specie, permettendoci di ammirarla in tutto il suo splendore evitandole allo stesso tempo eccessivo disturbo.

Il Codice di comportamento avrà tanto più successo quanto più tutti noi ci atterremo alle regole e ci faremo portavoce del rispetto per l’ambiente e per la vita selvatica.  La tutela dello squalo balena migliorerà molto se queste regole saranno applicate anche dove esse non sono ancora obbligatorie.

Perché il rispetto del mare è un impegno di tutti, come sono patrimonio di tutti la sua bellezza e la sua ricchezza.

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